ACINI FORTUNATI (una morte serena)

Autori: Acino_Pierpeperone e Acino_


Felice ed eccitato, un grappolo completamente fuori di testa, si dondolava già da una settimana, preso come da un virus “movimentale”.

Stanco, un grappolo vicino che non dormiva da tempo, un giorno gli brontolò :
- “Ma tuuu ... mai a letto ?!? Nooo??”

Ed egli offeso gli rispose :
- ” Maialetto, sarai tu !

-" Chi lo dice sa di esserlo ! ( Lo diceva anche mia nonna ) !!”

Sùbito scattò la rissa: iniziarono a prendersi a calci nel sedere, o meglio nelle rotondità …del fondo acino.

Il sole riscaldava il campo e le foglie erano ormai cadute lasciando passare i raggi di luce. Questo bastò per riportare la serenità nel campo.

I grappoli più piccoli, quelli che venivano sempre presi in giro proprio per la loro corporatura e per il fatto che se ne stavano sempre nascosti come molluschi, fecero amicizia con le foglie e le ringraziarono per quello che avevano fatto per loro:

- ”Grazie per averci salvato dai vendemmiatori e da tutti quei bambini che ci tiravano giù senza pietà e ci buttavano a terra!”

Il tempo passava, la temperatura calava e, da buoni vecchietti, gli acini ricordavano i brutti momenti passati in gioventù, ma anche le tante foglie conosciute e ...ahimè! ...Cadute ai primi morsi di freddo...


- ”Dove saranno mai andati quei maleducati?”
- Che fine avranno fatto quei somari? "

Il vento intanto correva fra le foglie e, cullati dall’ aria, gli acini si addormentarono in un sonno lungo e profondo.

Per questo fecero una morte felice e serena, legati per sempre alla pianta.


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